Viviamo immersi in un ecosistema globale segnato da sfide interconnesse, per citarne alcune: cambiamento climatico, disuguaglianze sociali, mutazioni urbane, emergenze sanitarie, transizioni digitali, crisi della cura e dell’abitare. Questi fenomeni sono problemi complessi, caratterizzati da molteplici fattori interdipendenti, spesso in conflitto tra loro. Alcuni di questi sono stati definiti “wicked problems” (Rittel & Webber, 1973), problemi ‘malvagi’ non perché insolubili in senso assoluto, ma perché sfuggono a definizioni stabili e richiedono approcci situati, riflessivi e capaci di dialogo tra saperi.
In questo contesto, anche il progetto – che per sua natura è uno strumento in grado di proporre scenari, mettere in relazione e aprire direzioni – è chiamato a ripensare le proprie finalità e responsabilità, configurandosi non solo come gesto risolutivo o risposta lineare, ma pratica relazionale e aperta, capace di interpretare l’incertezza, generare visioni e costruire strumenti per leggere e orientarsi nella complessità contemporanea.
Il simposio The P(r)o(bl)em – titolo che richiama e rielabora l’opera di Anatol Knotek The Solution (2020), poesia visiva in cui il problema e la soluzione coincidono nel gesto linguistico – si propone come uno spazio di confronto transdisciplinare, per riflettere sull’idea che la narrazione critica, la capacità di raccontare e interpretare, possa costituire una forma di risposta ai problemi complessi. Da problem a poem: più che offrire soluzioni, il simposio intende aprire spazi critici e generativi, capaci di attivare nuove traiettorie di ricerca, valorizzando l’incontro tra saperi eterogenei – umanistici, scientifici, tecnologici – e pratiche diverse, analogiche e digitali, in una prospettiva di contaminazione metodologica e culturale.
In questa cornice, particolare attenzione è rivolta all’adozione di strumenti emergenti – tra cui l’intelligenza artificiale generativa – non solo come risposte operative progettuali, ma anche come risorse speculative e critiche. Strumenti che possono contribuire alla costruzione di scenari, all’immaginazione di futuri possibili e alla sperimentazione di nuovi linguaggi e forme di rappresentazione.
Il simposio invita la comunità scientifica a contribuire alla riflessione con casi studio, prototipi e narrazioni che mettano nuovamente in luce il potenziale del progetto come pratica critica e trasformativa, capace di articolare la complessità del presente e aprire possibilità nel futuro con mezzi nuovi. I contributi possono articolarsi secondo tre direttrici principali. Queste non vanno intese come ambiti rigidamente separati, ma come possibili orientamenti attraverso cui interrogare la complessità contemporanea e sperimentare il progetto come strumento critico, speculativo e trasformativo.
“The formulation of a wicked problem is the problem! The process of formulating the problem and of conceiving a solution (or re-solution) are identical, since every specification of the problem is a specification of the direction in which a treatment is considered.”
Ritter & Webber, 1973
Riflettere su come i problemi complessi possano essere letti, interpretati e compresi attraverso strumenti teorici, metodologici e progettuali. Studiare la complessità significa riconoscere le connessioni invisibili che legano fenomeni apparentemente distanti: dai sistemi ambientali alle dinamiche sociali, dalle strutture urbane agli apparati tecnologici. Sono benvenuti contributi che esplorano modalità di mappatura, visualizzazione e modellizzazione per l’analisi critica, in grado di rendere visibili le interdipendenze, le dinamiche emergenti e le forme sistemiche del contemporaneo.
Indagare come il progetto possa operare all’interno della complessità senza tralasciarne gli elementi di valore. Elaborare non significa semplificare, ma accogliere l’incertezza come condizione strutturale e sviluppare strategie progettuali che siano adattive, iterative, situate. Sono incoraggiati contributi che presentino processi sperimentali, approcci speculativi, pratiche di co-progettazione, prototipi e strumenti progettuali capaci di agire su scenari complessi, generando risposte aperte e plasmabili in ulteriori trasformazioni nel tempo.
Restituire la complessità significa dare forma a contenuti articolati ricorrendo a linguaggi narrativi (di natura verbo-visiva, performativa, ecc.), capaci di attivare consapevolezza e confronto. Si tratta di rendere visibili le connessioni profonde, i conflitti e le possibilità future. Sono benvenuti contributi che sperimentano modalità di rappresentazione (analogiche, digitali, statiche, interattive, ecc.) in grado di tradurre la densità del reale e favorire processi di condivisione, apprendimento e azione.
Accessibilità e usabilità nell’architettura e nel design, intese nelle loro declinazioni tematiche e scalari
Cura e responsabilità nella definizione dei contenuti e nelle pratiche di comunicazione
Educazione e formazione (online e offline) come fondamenti per leggere e abitare in modo etico la complessità
Archivi, memorie e patrimoni contemporanei, intesi come sistemi aperti, dinamici e controversi
Ecologie materiali e culturali, tra sostenibilità, conflitti e interdipendenze
Intersezioni tra analogico, digitale e intelligenza artificiale, nelle loro implicazioni progettuali, etiche ed estetiche
Gli autori sono invitati a presentare un contributo originale che sviluppi una riflessione teorica, critica o progettuale in linea con i temi proposti dal simposio.
Ogni contributo dovrà comprendere un testo e un’immagine autoriale che ne rappresenti i contenuti in forma visiva.
Il testo dovrà avere una lunghezza compresa tra 8.000 e 10.000 caratteri (spazi inclusi) e potrà essere redatto in italiano o in inglese.
L’immagine, rappresentativa del contributo e di produzione originale, dovrà essere realizzata in formato quadrato (80×80 cm) e in alta risoluzione (300 dpi).
I materiali dovranno essere inviati via email a info@theproblem-symposium.com.
Per le specifiche relative ai documenti da trasmettere, si richiede di consultare le linee guida per gli autori e a utilizzare il template per la stesura del testo, disponibili di seguito.
Ulteriori contenuti saranno condivisi attraverso la pagina Instagram @theproblemsymposium.